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Carta da Zucchero nella cucina di Carlotta e il bassotto

4 settembre 2020

Ho conosciuto Carlotta quasi per caso (ma poi le cose sono mai casuali?).
Avevo letto del suo blog su un giornale locale e mi era rimasta impresso il nome “Carlotta e il bassotto”. Per cui un pomeriggio ho pensato di scriverle. Chissà, mi chiedevo, se ha voglia di cominciare una collaborazione? Qualche minuto dopo mi aveva già risposto (è una persona molto efficiente!) e nel giro di pochi giorni ci siamo incontrate per un caffè alla Lanchetta… e da li’ siamo partite.

Carlotta ha gentilmente accettato di raccontarci come usa le mie ceramiche e in generale come concepisce la cucina in relazione alla bellezza. 

Foto tratta dal blog di Carlotta e il bassotto

Le ciotole

“Amo la cucina concepita a 360 gradi e le ciotoline di Carta da Zucchero hanno una funzionalità doppia: sono utili e belle. Anche quando preparo da mangiare solo per me ci tengo che il piatto sia ben fatto da tutti i punti di vista. Le ciotole si prestano a contenere piatti unici per il pranzo, come un’insalata o una tartare, e contenendo bene tutto il pranzo appaga anche l’occhio. Sono molto belle da utilizzare anche per contenere un gazpacho freddo, magari con posato sopra del pesce crudo. I colori delle ciotole si sposano bene con il cibo e sono funzionali per la resa fotografica. Ad esempio ho utilizzato delle ciotole rosa per un gazpacho di anguria, con un effetto molto bello. Quando ho visto le ciotoline di Francesca ho capito che potevano funzionare per me: per il blog tutto nasce dal voler cucinare un piatto e dalla presentazione, con delle foto che abbiano una resa, ovvero invogliare le persone a provare quella ricetta. Prima di cucinare penso a come posso fotografare un piatto, se non funziona cambio ricetta.

Foto tratta dal blog di Carlotta e il bassotto

I taglieri

Utilizzo i taglieri e le assi Carta da Zucchero durante i miei corsi, per la presentazione di porzioni di finger food quando come benvenuto offro un aperitivo ai partecipanti. L’aspetto estetico del cibo è molto importante: può trattarsi di una pietanza semplice ma se offerta sul piattino giusto può invogliare all’assaggio. A me piacciono il bello e l’armonia e in più in me è molto forte il desiderio di ingolosire le persone”. 

Foto tratta dal blog di Carlotta e il bassotto

Il blog

Il profilo Instagram di Carlotta ha quasi 13 mila follower e i suoi corsi di cucina a Lugano sono molto seguiti. Ma com’è nato il blog?

“Il blog Carlotta e il Bassotto è nato come regalo per il mio trentesimo compleanno: arrivavo da un periodo difficile della mia vita e avevo bisogno di leggerezza, oltre che di una valvola di sfogo. All’inizio la cucina non era una passione travolgente, poi l’affetto delle persone sui social mi ha spinto ad andare sempre più a fondo, fino a tenere corsi di cucina. Con il tempo sono arrivate anche le collaborazioni con la TV e la radio: ho iniziato quasi per scherzo e ora questa è la mia attività principale”.

Grazie Carlotta!

Se vuoi vedere il blog di Carlotta lo trovi qui .
Anche sullo shop di Carlotta trovi alcuni pezzi di Carta da Zucchero!

Vi racconto qualcosa di me, tra moda e gusto per le cose belle

22 luglio 2020

L’amore per la moda mi scorre nelle vene e racconta tanto di me e del mio lavoro. In tempi più recenti mi sono avvicinata alla moda grazie a mia sorella Margherita, fashion designer, ma i germogli di questa passione sono nati grazie a mia nonna, che faceva la sarta. Io e le mie sorelle con lei facevamo sempre questo gioco: tiravamo fuori dai cassetti le stoffe e ci divertivamo a creare dei vestiti. Nella mia famiglia raramente acquistavamo i vestiti già fatti, ma di norma acquistavamo la stoffa per farli. 

Paglia Milano, AI 2018

Grazie a mia sorella Margherita ho imparato a riconoscere la qualità dei tessuti e a capire quando gli abiti hanno un buon taglio, oltre a pianificare gli acquisti per un guardaroba funzionale. E ora una sorpresa …Carta da Zucchero non è l’unico brand che ho fondato e non è la mia unica attività. Insieme alle mie sorelle Margherita e Giulia ho creato Paglia Milano, un marchio di moda sostenibile che produce capi sartoriali partendo da stoffe di qualità. Si tratta di un brand green : per la produzione recuperiamo i tessuti scartati dall’alta moda, in un circolo virtuoso di amore per le cose belle e produzione artigianale. 

Mi sono resa conto che tra Paglia Milano e Carta da Zucchero ci sono molti punti in comune, come l’essenzialità delle forme e la valorizzazione dei materiali. 

Paglia Milano, PE 2017

Quando progetto vasi e assi in ceramica valorizzo sempre la struttura dell’argilla, la base da cui nascono le mie creazioni. Nei piatti è invece la decorazione a definire l’oggetto, ma con colori pieni, accesi, quasi materici, volti ad esprime tutta la loro sostanza. Se per certi pezzi punto all’essenzialità, per altri è il colore con la sua intensità a definire il gusto dell’oggetto. 

Anche la versatilità d’uso accomuna gli abiti che progetto con le mie sorelle con le ceramiche di Carta da Zucchero. Paglia Milano propone capi molto trasversali nella giornata e negli abbinamenti: gli ampi cardigan diventano cappotti primaverili, le camicie con il collo alla coreana possono essere portate come tunichette con la cintura. Le mie ceramiche allo stesso modo sono oggetti evocativi che ciascuno utilizza come meglio crede.

Asse bianco, smaltato opaco, Carta da Zucchero.

il mondo della moda è per me una fonte di ispirazione, a partire dagli accostamenti di colore e dai pattern che sono lo spunto per le decorazioni delle ceramiche. A volte accade il contrario: la ceramica suggerisce nuove idee per i motivi e i disegni degli abiti Paglia Milano. Questa continua sinergia è sempre stata fonte di opportunità interessanti, sia per Carta da Zucchero che per Paglia Milano, certamente in ambito creativo, ma anche nei numerosi eventi a cui partecipiamo, in cui moda e design si incontrano. 

Siete curiosi? Andate allo shop!

Di dentropiatti, di blu e di ceramica.
Come è nato Carta da Zucchero

8 giugno 2020

I dentropiatti sono il prodotto più distintivo di Carta da Zucchero:
con loro è iniziata la mia avventura con la ceramica
e la loro nascita è strettamente connessa a quella del brand.
Per questo ho deciso di raccontarvi la loro storia. 

Mentre aspettavo la mia quinta figlia un’amica mi ha proposto di fare
un corso di ceramica e subito ho accettato con piacere questa nuova proposta. Durante le lezioni ci siamo accostate all’uso del tornio,
ma avendo il pancione io non potevo e per questo l’insegnante
mi ha guidato nell’apprendimento della ceramica a mano,
costituita da tecniche antiche per la costruzione dei volumi senza l’uso
del tornio, tecniche che vengono usate ancora oggi in Africa e in America Latina. Non avrei mai immaginato che potesse diventare per me un lavoro, avevo partecipato al corso per fare qualcosa insieme alla mia amica.

Il resto l’ha fatto un viaggio in Portogallo insieme a mio marito,
dove ho avuto l’ispirazione di fare un piatto di ceramica sul modello
delle azulejos blu, le piastrelle tipiche portoghesi, ma con grafiche contemporanee che riprendessero il colore blu. Tornata a casa mi sono messa a lavorare sul prototipo dei dentropiatti e ho inviato le fotografie
da visionare alla responsabile di un concept store a Milano, che li ha voluti per il Fuorisalone. Questo è stato l’inizio della prima produzione di dentropiatti, piattini di ceramica dal diametro di 18 centimetri: li ho fatti piccoli perché potessero essere messi dentro ai piatti classici per servire l’aperitivo o il dolce. Per questo motivo devono essere completamente piani, anche perché l’idea che mi interessava sviluppare era di piattini che fossero come piastrelle, come le azulejos blu che mi avevano colpito. Non propongo un servizio completo di dentropiatti, perché trovo più bello fare pezzi particolari e unici, a metà strada tra l’opera artistica e l’oggetto di utilità quotidiana. Il colore blu è maggiormente protagonista nelle mie decorazioni, ma con il tempo ho iniziato a sperimentare altre tonalità.
Ad esempio le proposte in nero, minimal e con rimandi alla cultura giapponese, sono state molto apprezzate per servire il sushi.

Per dipingere e decorare i dentropiatti prendo ispirazione dalla grafica contemporanea, ma anche dalle tradizioni culturali dei diversi paesi,
che si tratti dei grafismi giapponesi o dei tratti spigolosi della cultura greca. Il colore e la matericità rendono vivi questi piccoli oggetti,
che ho pensato per donare un tocco attuale e sofisticato alla tavola. 

Spero che i dentropiatti siano preziosi per voi, come lo sono per me
e se lo desiderate, taggando Carta da Zucchero sui social, potete raccontarmi come colorano la vostra casa e la vostra tavola. 

Vai allo shop per vedere i dentropiatti!